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Leucopetra: la storia greco-romana della città ; Verduci, Saverio- Bagnara Calabra : Disoblio Edizioni, 2014, pagine 91
Saggio: Si tratta del primo studio storico su di Lazzaro, nel comune di Motta San Giovanni, il cui territorio in età antica era conosciuto e frequentato da personaggi illustri come Cicerone, basandosi su diverse fonti letterarie ed archeologiche il giovane Autore evidenzia il ruolo fondamentale svolto dal territorio lazzarese nell'antichità.
Saverio Verduci (Melito di Porto Salvo 1979) è storico e giornalista, cultore di storia antica ed in particolare di storia locale; laureato in Lettere Moderne presso l'ateneo di Messina nel 2006, consegue due corsi di perfezionamento l'uno in Storia l'altro in
Filologia.
Il saggio dello storico Saverio Verduci ha l'innegabile merito di colmare un 
vacuum documentale su Lazzaro, un territorio di capitale importanza nell'antichità tanto da essere inserito nella Tabula Peutingeriana, copia del XI-XII sec. d.C. di un ‘antica carta romana che raffigurava le vie militari dell’impero, e i cui lidi erano conosciuti ed apprezzati da illustri autori come Strabone e Cicerone che sembra amasse soggiornare in una delle eleganti ville che punteggiavano la costa di Lazzaro Il saggio poggia su una solida bibliografia, garanzia di un lavoro condotto su basi scientifiche ed oggettive, 
è corredata da un ricco apparato iconografico a supporto del lettore più attento.
L'arco cronologico indagato è appunto il periodo greco-romano, ovvero, quel lasso di tempo che va, all'incirca, dal V sec.dell'età antica, al VI secolo d.C.; il testo si articola fra l'analisi delle fonti, documentali ed archeologiche, e la descrizione della composizione sociale della città di Lazzaro nel periodo in esame, non manca un accenno alla componente ebraica che abitò il territorio lazzarese nel IV sec.d.C., stando ai reperti archeologici.
L'intento del giovane storico, prof. Saverio Verduci, pienamente assolto, è di creare un libro destinato agli studiosi ed anche a semplici appassionati di storia, o chi emplicemente vuole documentarsi sul territorio in cui vive, lo stile è asciutto ed essenziale e al contempo spigliato ed incisivo, riuscendo a coinvolgere lettori diversi e con esigenze differenti, ne risulta un saggio di gradevole ed appassionata lettura.


È assolutamente opportuno, quindi, salvaguardare la nostra storia, trasmetterla e diffonderla, 

ma per fare ciò si deve iniziare

da un imprescindibile processo della conoscenza della nostra stessa storia 

in Leucopetra: la storia greco-romana della città ; Verduci, Saverio

Il 4 ottobre è il terzo appuntamento con Bibliopride, ovvero l'orgoglio bibliotecario, di una professione ed una professionalità portata avanti fra mille difficoltà in condizioni spesso "di frontiera".

A questo proposito riproponiamo l'interessante intervista a Stefano Parise, dell'Associazione Italiana Biblioteche, consultabile presso il link http://www.libreriamo.it/a/5211/stefano-parise-aib--per-tutelare-le-biblioteche-occorre-riorganizzare-lintero-sistema.aspx

In calce scaricabile in PDF l'intervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sul Bibliopride

Il presidente nazionale AIB Associazione Italiana Biblioteche spiega in cosa consiste il BiblioPride e parla dello stato delle biblioteche in Italia 

MILANO - Raccontare l’orgoglio di un servizio bibliotecario che, nonostante difficoltà e sacrifici, porta avanti un ruolo fondamentale, a disposizione dei cittadini. E’ questo il senso del BiblioPride, la Giornata Nazionale delle Biblioteche che si svolge oggi a Firenze in piazza Santa Croce e in tutta Italia, raccontato dalle parole del presidente nazionale AIB Stefano Parise. Il responsabile dell’Associazione Italiana Biblioteche spiega in cosa consiste il Bibliopride e parla dello stato delle biblioteche in Italia. alal fine dell'intervista, è possibile leggere  

Qual è il senso di una giornata interamente dedicata all’orgoglio bibliotecario?
Vogliamo far passare il messaggio che in Italia, tra mille difficoltà e sforzi, cerchiamo di garantire un servizio di accesso, di consultazione, di prestito in tutte le biblioteche. Sembra una cosa piccola, ma in realtà significa garantire l’esercizio di un diritto costituzionale: l’accesso al patrimonio culturale realizzato in forma scritta e non solo (oggi, le collezioni conservate all’interno delle biblioteche sono anche in formato digitale). Bibliopride rappresenta un’affermazione d’orgoglio per chi lavora quotidianamente al servizio della cultura italiana, spesso in un ruolo ne visibile ne riconosciuto, ma anche una richiesta di più attenzione da parte delle istituzioni nei confronti di una rete che rappresenta una vera e propria infrastruttura nazionale per l’accesso alla conoscenza da parte di tutti i cittadini.


Perché quest’anno è stata scelta Firenze come centro dell’iniziativa?

L’idea di svolgere una giornata dedicata all’orgoglio delle biblioteche è nata in Toscana, e quindi in qualche maniera paghiamo un debito di riconoscenza nei confronti dei colleghi che ci hanno sollecitato ad organizzarla. Piazza Santa Croce è la piazza simbolo della cultura italiana. Nella basilica di Santa Croce sono sepolti Machiavelli, Galileo, Michelangelo e poteva esserci la tomba di Dante.


Qual è lo stato di salute delle biblioteche italiane? Quali sono le principali problematiche?
I problemi sono quelli di sempre: poche risorse, con bilanci falcidiati dalla crisi. Una situazione drammatica degli organici, che se non si pone rimedio porterà alla chiusura anche di biblioteche molto importanti. Una incapacità, tutta italiana, di mettere mano ad una riorganizzazione seria del sistema. Non riusciamo a smuovere di un millimetro assetti consolidati da molti anni. Naturalmente, risorse e personali sono fondamentali, ma ciò non basta se non vengono modificati gli assetti organizzativi, le dinamiche di collaborazione tra i vari comparti (Stato-università-enti locali-scuola).


Cosa possono fare i cittadini per sostenere le biblioteche?
Sicuramente frequentarle di più. Chiedere a gran voce a chi ne ha responsabilità, ovvero alle amministrazioni, di una maggiore attenzione per questi servizi che sono per i cittadini, non per i bibliotecari. Credo che un’assunzione di responsabilità collettiva passi attraverso questo, che a sua volta implica un percorso culturale che dovrebbe riguardare l’Italia: quello di riprendere a considerare centrali le dimensioni del sapere, della conoscenza, dell’istruzione, del merito. Componenti di una visione che andrebbero valorizzati e messi al centro. Presupposti per far sì che le persone attribuiscano un maggior valore al fatto di frequentare una biblioteca, un museo, un teatro. (5 ottobre 2013)

Un altro interessante articolo sull'Espresso consultabile su:

http://espresso.repubblica.it/visioni/societa/2013/10/01/news/bibliopride-sfila-l-amore-per-le-biblioteche-1.135240

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