EureKamente

 

Recentemente si è svolto a Vibo Valentia un incontro di aggiornamento promosso dall'Associazione Italiana Biblioteche Calabria sullo scarto in biblioteca tenuto dalla Dott.ssa Loredana Vaccani, direttore della biblioteca comunale di Busto Arsizio.
Sfoltire per arricchire il tema, ovvero le modalità che in biblioteca portano al rinnovamento del patrimonio librario mediante l'esclusione del materiale desueto, rovinato o non coerente con la mission della biblioteca stessa.
Le linee guida dell'Ifla ( International Federation of Library Associations and Institutions è una federazione mondiale di associazioni di biblioteche) del 1973 tracciano dei criteri precisi per la revisione del catalogo: materiale deteriorato, dal contenuto invecchiato, senza più interesse per la comunità di riferimento dovranno essere accantonati; ancora nel 2002 l'Ifla ribadisce che “le raccolte della biblioteca sono una risorsa dinamica che richiede l’afflusso costante di materiale nuovo e l’eliminazione di materiale superato per garantire che rimangano in sintonia con i bisogni della comunità e a unlivello accettabile di precisione”.
In Italia il termine usato per definire questa operazione è "scarto", entrato in uso negli anni 90, risulta il termine meno appropriato per comprendere tutta la complessità dell'operazione. L'Italia, rispetto quanto avviene nel resto del mondo nelle realtà bibotecarie, sta facendo più fatica recepire il concetto di revisione e scarto delle collezioni, le motivazioni sono soprattutto di carattere storico culturale legate al ritardo dello sviluppo della pubblic library, la confusione di ruoli e funzioni tra biblioteca pubblica e biblioteca di conservazione, il cocetto di inviolabilità del libro in quanto oggetto quasi sacro.


In America, dove si è formata la public library, e in Francia si parla di "weeding" o "désherbage", spazzare dalle foglie secche o togliere le erbacce, lettaralmente.
Interessante in Francia la gestione centralizzata delle biblioteche di quartire di Parigi, una sorta di biblioteca aggiuntiva dove confluiscono i volumi meno letti, con un basso indice di circolazione o che si vogliono mantenere perchè edizioni preziose, opere non più in commercio, pur togliendoli dallo scaffale aperto. La Réserve Centrale di Parigi ha un catalogo di 160.000 libri per adulti, 5000 fumetti , 31000 Compact disc e 3600 spartiti, documenti ritirati dallo scaffale delle biblioteche di quartiere. le condizioni di prestito sono le stesse delle singole biblioteche i tempi possono arrivare al massimo a quattro giorni di attesa. Ogni anno vengono inviati alla riserva circa 100.000 documenti : di questi 30.000 vengono mandati al macero, 60.000 sono regalati e solo 10.000 ( il 10% ) entrano nel magazzino.
Per approfondire
Loredana Vaccani: Un magazzino centralizzato per una revisione coordinata: Il caso della Réserve Centrale di Parigi.
http://www.bibliotecheoggi.it/2008/20080101701.pdf 

 

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