EureKamente

Riparte la progettazione del Servizio civile nazionale, l'Associazione Eureka aderisce con la selezione pubblica per n. 1 (UNO) volontari da impiegare nel progetto di servizio civile: “CALABRIA LUOGO DA VIVERE E RISCOPRIRE”. La Calabria vanta un patrimonio artistico, storico e di culturale estremamente variegato, con scenari sorprendenti. Il susseguirsi di dominazioni diverse nel corso della storia ha lasciato il segno in questa regione nell’edilizia pubblica e privata, nelle chiese, nel sistema viario, nelle tradizioni. Il territorio custodisce le tracce della sua antica natura di crocevia sul Mediterraneo. Per secoli quest’area ha assunto il ruolo di vera e propria isola culturale per una serie di motivi fra cui la precarietà dei collegamenti ed un entroterra particolarmente impervio. Greci, arabi, ebrei stabilirono a lungo una pacifica convivenza in quest’angolo contadino e pastorale dell’estremo Sud, una storia di oltre duemilacinquecento anni. La storia di Leucopetra, odierna Lazzaro, sembra precedere di moltoquella di Motta San Giovanni, purtattavia di essa si persero le tracce in età medievale quando  Motta S.G. divenne centro sociale ed economico di importanza rilevante. Incerta è l’origine dell’attuale nome di Lazzaro; si ritiene possa derivare dai numerosi lazzaretti che accoglievano i presunti contagiati dalle epidemie, frequenti in Calabria verso la fine del ‘600.

Il Paese era, comunque, già noto in epoca romana con il nome di "Leucòpetra". Di questo ci parla addirittura Cicerone! Anche Strabone, intorno ai primi anni dopo la nascita di Cristo, scriveva nella sua Geografia. Tra il 410 e il 436 le invasioni di orde barbariche indussero gli abitanti a spostarsi verso le zone collinari. L’arrivo dei bizantini di Giustiniano e l’annessione della Calabria all’Impero Romano d’Oriente, diedero impulso alla ripresa della vita sociale ed economica di questi luoghi. Intorno al ‘920 la Sicilia cadde nelle mani degli Arabi, per cui le zone costiere erano sottoposti a continua minaccia di incursioni. In questo scenario sorse, per ragioni difensive, il Castello di S. Niceto, abitato da soldati e funzionari imperiali con le loro famiglie. Intorno ad esso cominciò a raccogliersi la popolazione sparsa che fuggiva dai centri minacciati e in breve tempo furono costruite abitazioni e Chiese per lo più piccole. Nonostante la conquista dei Normanni, nel XI secolo, dei territori bizantini in Calabria, non vennero meno le tradizioni di lingua e religione e S. Niceto continuò ad essere un centro difensivo di primo ordine. Ai Normanni successero gli Svevi e gli Angioini, ed è proprio a partire dall’età angioina che sempre più spesso si hanno documenti che ricordano il paese di  Motta. Il progetto si pone l’obiettivo di procedere ad una una raccolta organica e sistematica della storia, delle tradizioni, dei costumi, del folklore e della gastronomia del comune di Motta San Giovanni e delle aree contermini, del turismo culturale e della partecipazione Tale lavoro è finalizzato alla redazione finale di un “vademecum” (carta dei servizi) per il turista in supporto sia cartaceo che multimediale, in lingua italiana ed inglese.

Il progetto è collegato all’attività che l'Associazione Culturale EUREKA da oltre 10 anni svolge per far conoscere ed apprezzare il peculiare patrimonio culturale, paesistico, folkloristico e gastronomico locale. I progetti e le finalità sono consultabili sul sito www.serviziocivileunpli.net 

La domanda di partecipazione, indirizzata direttamente a Associazione Culturale EUREKA, deve pervenire alla stessa associazione entro e non oltre le ore 14,00 del 16 aprile 2015.
La domanda (all.2) deve essere redatta in carta semplice ed in triplice copia di cui una firmata in originale e con penna blu, secondo il modello che può essere scaricato dal sito Internet dell'Ufficio www.serviziocivile.it - sezione modulistica; dell’UNPLI www.serviziocivileunpli.net sezione selezioni/bando 2015 - ovvero ritirato presso la Biblioteca “Auxesia” in Via Stazione, 4 LAZZARO (RC) nei giorni di Lunedì e Mercoledì dalle ore 17,00 alle ore 19,00 e nei giorni di Martedi, Giovedì, Venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,00.

Molteplici i progetti per i 2015 della biblioteca fra questi una mostra etnografic di oggetti di uso comune,  da proporre a Luglio prossimo, relativi ai costumi ed usi del territorio di Lazzaro e Motta San Giovanni,come brocche, bomboli, oggetti devozionali o legati alla tessitura o pastorizia.....

L'occasione per presentare questo progetto sarà giorno 11 gennaio presso i locali dell'A  Ricevimenti dell'Accademia (ex ritrovo Mirage) a Lazzaro, in via Trussardi, con il “Viaggio nelle tradizioni locali”, nel corso della serata sarà presentato il volume del cav. Rocco Giuseppe Tassone, tra i maggiori studiosi calabresi del dialetto e delle tradizioni, “E jeu no’ mi movu di cca’ si Maria la grazia no’ mi fa’ viaggio etnografico-glottologico tra preghiere e canti religiosi in Calabria”, ed. Premio “Umanità, Fede e Cultura” Gioia Tauro 2007, un viaggio etnografico-glottologico tra preghiere e canti religiosi in Calabria.

Il dott. Saverio Verduci, storico e giornalista, già incontrato l'estate scorsa in occasione dei salotti letterari “I nostri luoghi si raccontano” con la sua opera “Leucopetra la storia greco-romana della città”, Disoblio, 2014, presenterà un lavoro di ricerca condotto negli anni passati dai giovani del servizio civile della Biblioteca sui cognomi diffusi nelle zone di Lazzaro e Motra San Giovanni e sulle tradizioni nuziali del territorio, argomento che sarà ripreso dalla lettura di un contratto matrimoniale risalente al metà del XX secolo ad opera dell'attore professionista Antonio Caracciolo, formatosi professionalmente presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. Lavora a teatro facendo parte della compagnia dei giovani del Teatro della Tosse di Genova. Ha lavorato con molti Maestri teatrali, tra i più importanti vanno ricordati: Vittorio Gassman, Paolo Terni, Massimo Foschi, Paolo Ferrero, Franco Branciaroli, Alessandro Haber e numerosi altri.

La memoria delle tradizioni locali sarà trattato dalla dottoressa Vincenza Triolo, con particolare riguardo alle attività inerenti la filatura e tessitura e gli antichi telai, laureata in Architettura e Storia e conservazione dei beni culturali, ha collaborato, fra i molti lavori cui ha partecipato, al progetto di recupero e valorizzazione del centro storico di Motta San Giovanni.

Durante la serata sarà visitabile la mostra dell'artista Irene Sitibondo “Le donne innamorate”, artista eclettica, predilige immagini femminili di cui coglie le sfumature sentimentali ed interiori con tecnica realistica e narrativa; Irene Sitibondo espone sin dal 1976 in mostre personali e collettive raccogliendo numerosi consensi da parte di critici d'arte e giornalisti del settore.

Gli interventi saranno intervallati dalle note dei Versud, gruppo etnofolk formatosi a Lazzaro nel 2012, propongono vecchi brani della tradizione e della cultura popolare ed etnica filtrandoli attraverso linguaggi e stili musicali innovativi.

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